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Buenos Aires ha le case più economiche dell’America del Sud!

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Secondo un rapporto della Commissione dei Giovani Professionisti della Camera Immobiliare della Città di Buenos Aires, gli appartamenti acquistati a Buenos Aires sono tra il 10 e il 25% più economici rispetto alle capitali dei paesi confinanti, mentre con Rio e San Pablo il divario si e’nel tempo allargato al punto che attualmente le proprietà delle grandi città brasiliane raddoppiano e, in alcuni casi, addirittura triplicano il prezzo
di piazza di Buenos Aires.
Nello stilare il rapporto, la Camera Immobiliare di Buenos Aires ha confrontato i prezzi degli appartamenti in sette città del Sudamerica (Rio de Janeiro, Sao Paulo, Bogotà, Montevideo, Santiago del Cile, Buenos Aires e Lima), tenendo conto di due distretti in ogni piazza: uno di classe media e un altro di classe medio /alta. A Buenos Aires, ad esempio, i quartieri scelti sono stati Almagro e Recoleta, mentre per Rio, il centro della città (classe media) e Ipanema (classe medio /alta) e a Montevideo, Tres Cruces (classe media) e Punta Carretas (medio/alta).
Secondo gli esperti, la caduta dei prezzi di Buenos Aires si spiega sia con un processo di ribasso del potere di acquisto del dollaro, il cui punto di partenza è stato el cepo del dollaro (tre anni fa), sia con l’aumento
registrato dagli immobili nel resto della regione. “Non molto tempo fa, le nostre proprietà aumentavano il loro valore di mercato del 15 per cento annuo in dollari; oggi si fa fatica a venderle ai valori del 2011 in dollari e le operazioni in corso sono in realtà ancora al di sotto del 15% del valore stimato.” dichiara Alejandro Brana, uno dei membri della Cammera.
Gli operatori immobiliari, consapevoli chiaramente che l’evoluzione dei prezzi degli immobili è strettamente legata all’andamento dell’economia, pur rilevando la prestazione negativa fornita dall’Argentina, la cui
crescita economica negli ultimi anni è stata misera se comparata con quella di altri paesi dell’America latina, sottolineano però, come questo elemento si possa trasformare in un punto di forza per il mercato
immobiliare , in termini di competitività.
“Quello che è successo è che l’Argentina è rimasta al di fuori dell’aumento dei prezzi sui mercati immobiliari sperimentati dalla regione. Ciò è avvenuto principalmente a causa della mancanza di finanziamento che c’è nel mercato locale, a cui si sono aggiunti altri fattori come le aspettative economiche e el cepo al dollaro “, concorda Ricardo Bullrich, direttore dell’agenzia immobiliare Achával Toribio, che ha fatto il suo proprio rapporto.
Lo stagnamento dei prezzi nella capitale argentina è accompagnato da un “appiattimento”
degli stessi sulla piazza, e oggi il divario che separa, nei prezzi in dollari, Recoleta ed Almagro è solo del 27,7%, contro il 40% che divide i quartieri medi e superiori di Santiago del Cile o Lima, o il 63% che raggiunge il “gap” di San Pablo, che mostra una maggiore polarizzazione in termini di valori di proprietà a livello regionale.

COMPRATORI CONTENUTI

Nel rapporto di Toribio Achával si evidenzia altresì che negli ultimi anni è stato ridotto non solo il divario tra i prezzi delle case in diversi quartieri della città, ma si è anche ridotta la differenza tra il costo di costruzione
di una unità e il suo valore di vendita. “Ogni volta che un mercato e’ in contrazione, il divario tra i prezzi tende anche a ridursi, e viceversa, quando ci sono più soldi in circolo, ci sono più acquirenti disposti a pagare di più permuna proprietà,” dichiara Bullrich.
Al di là delle prospettive negative offerte dal mercato immobiliare, è diffusa la convinzione che la ripresa dei prezzi nella piazza di Buenos Aires sia inevitabile. “…in Argentina ci sono compratori contenuti perché c’e’ un
cambiamento politico in atto, ma se aggiungiamo la possibilità di credito ipotecario come esisteva fino a tre anni fa,il mercato riprenderà quota e il valore del metro quadro crescerà”, dice Luciano Damico, della Camera Immobiliare di Buenos Aires.

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